IL BELLO ed IL COVID

Ciao Sono Rosa. Vivo la vita guardando il bicchiere sempre mezzo pieno. Da sempre mi batto per le cose giuste, che non è detto che trovino conforto nella Giustizia, ma arrendersi mai! E’ un verbo che non c’è nel mio vocabolario.

IL BELLO ed IL COVID.

Perché uno dovrebbe comprare oggetti “superflui”

quando è chiuso in casa da mesi? Quando non sa nemmeno quando potrà indossarli? Quando non guadagna e tutto dovrebbe fare fuorché spendere per il futile?

A me è capitato di fare questo la notte, di desiderare qualcosa che si accendeva di luce propria, che sembrava volesse uscire fuori dallo schermo per “confortarti”, per darti “speranza”, per regalarti un momento di gioia.

Questa cosa potrebbe provocare indignazione in chi legge: “ma come, con tanti morti, tu pensi all’acquisto?”…..”con gente che non può mangiare, tu vuoi comprarti un rossetto, una borsa, un foulard?”

E’ immorale.

Ed invece non lo è per tante ragioni!

Potrei dire che non lo è perché dietro ogni prodotto c’è una catena di persone che lo pensano, lo realizzano, lo commercializzano.

Potrei dire che non lo è perché a tutte queste persone, in questo modo, si garantisce un lavoro, una cura, un altro acquisto.

Tutte cose giuste, ma non sono questi i principali pensieri che si affacciavano nella mia mente quando compravo nell’oscurità.

Il pensiero predominante era quello di avere tra le mani, dopo pochi giorni, un oggetto bello. Perché quando facevo quel “click” fino al momento in cui il corriere citofonava, c’era il piacere dell’attesa che culminava con l’arrivo dell’oggetto.

Aprivi la scatola, ne sentivi il profumo di nuovo, lo guardavi e sentivi quella piccola gioia; tra le mani, sulla pelle, negli occhi!

Il mondo ha sempre avuto bisogno del bello, anche nei momenti peggiori…anzi soprattutto nei momenti peggiori!

Ed allora in un match ipotetico: BELLO 1 – COVID 0 

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